
L’ultima tornata elettorale ha portato un vento di novità all’interno delle nostre antiche mura romane; è cambiato il sindaco (per ora non il modus operandi, è cambiata parte dell’opposizione, anche se 2/5 sono uguali alla scorsa amministrazione). Proprio sull’opposizione voglio soffermarmi in questo post, non per giudicare il modo in cui stanno operando, ma per segnalare che l’opposizione sembra che per questo ciclo quinquennale c’è. Infatti l’operato di questa opposizione può sembrare che sia diverso dalla precedente, è un opposizione vivace, attiva che sta cercando di smuovere quelle acque stagnanti della pseudo politica alifana, cercando di coinvolgere gli elettori attraverso strumenti di comunicazioni vecchi come la stampa e nuovi come i blog. Soprattutto quest’ultimi stanno alimentando la curiosità di noi tutti alifani e non, a consultare i blog dell’opposizione che ci aggiornano per rendere trasparente l’operato di questa amministrazione. I blog in questione sono uno quello di Vivi Alife, curato dal consigliere di opposizione Daniele Cirioli (abbiamo pubblicato il comunicato stampa sulle interrogazioni del consigliere) con il suo interessante e attivissimo “Diario di bordo” e dall’altra parte dell’opposizione il “personal blog” del consigliere democratico di “Leali per Alife” Giuseppe Santagata. Interessante è la questione, al di là di quelle di carattere amministrativo, che i due blog hanno sollevato : Opposizione politica o apartitica ? Di seguito riporto i due post.
In questi mesi abbiamo eletto e fatto eleggere in Italia migliaia di persone. Per il bene di ogni comunità abbiamo distribuito nuovi amministratori eletti democraticamente: chi a fare il Sindaco, chi a fare l’assessore, chi a fare l’amministratore, chi come me, a fare l’oppositore. Ogni ruolo viene democraticamente demandato dai liberi cittadini a tutti gli eletti. Così avviene che chi prende più voti ha il diritto/dovere di guidare tutti i cittadini verso una miglioramento della vita sociale (almeno dovrebbe!!!) mentre chi va all’opposizione ha il diritto/dovere di controllare che il tutto avvenga nel modo più trasparente possibile.
Ora entriamo in un’altra questione, quella del metodo. Ognuno dei candidati a sindaco nella tornata elettorale ha proposto un programma ai cittadini, e questi lo hanno scelto. In una società intelligente come la nostra non si vota la persona ma si vota il programma e l’appartenenza politica. Andiamo oltre quei luoghi comuni che vedono tutti i perdenti più intelligenti di tutti i vincitori. Ora, quindi, ogni consigliere a partita finita ha in mano il suo programma e, nell’interesse degli elettori che lo hanno sostenuto, quale modo migliore di ricambiarli se non tenendolo presente in ogni attività?.
Se la questione la estendiamo a grandi comuni allora potremmo avere situazioni più o meno chiare, dove vi sono collocazioni politiche con programmi ben definiti. Ad esempio quelli che si interessano più del sociale, più dell’ambiente, più della giustizia. In un piccolo comune invece la questione del programma e della lista civica, a mio avviso, ci porta a fare molta confusione. Il cittadino si lascia trasportare dalla cosiddetta “società civile” (quella società che a convenienza si muove da un lato o dall’altro e non sbaglia quasi mai a scegliere i candidati da votare, ma anche qui ci sono le eccezioni) ed avviene che a votazioni finite il “cittadino civile” non solo rischia di veder perdere il candidato che ha votato, in quanto non avendo una struttura organizzata con diverse professionalità e ben radicato sul territorio è difficile far emergere un gruppo non partiticizzato, ma vede anche fermarsi il suo interesse alla politica. Ora che faccio? Ora chi voto? Il programma che ho votato a quale schieramento si avvicina? Quindi se non pensiamo che Cristo si fermi ad Eboli, e non lo pensiamo, perché non dare noi amministratori il senso di appartenenza ad un profilo politico cosicché ognuno ci possa giudicare anche quando non siamo noi in prima persona candidati?. E’ importante che la politica ritorni ad essere la politica e che gli uomini politici ritornino a fare gli uomini politici così come gli amministratori ritornino a fare gli “amministratori politici”. Ritengo un errore dividere l’amministratore dal politico. Bene a questo punto io dirò come intendo la
mia opposizione. Il mio ruolo è quello di evidenziare politicamente, con una visione quanto più di sinistra possa essere nel partito democratico, gli errori (li chiamo errori dal mio punto di vista) che questa amministrazione di centro destra fa. Il mio modus operandi è poi, sicuramente, quello di chiedere delucidazioni, proporre idee e fare quant’altro che attingo dalla mia cultura di sinistra, cosicché posso chiedere ad esempio, perché l’amministrazione precedente ha aumentato la Tarsu, perché non proporre il bilancio partecipato, perché non adempiere agli obblighi imposti da un ministro che io nemmeno voto e che forse votano altri!!! Il tutto nell’interesse di portare benefici alla cittadinanza. Ben vengano altre proposte. E soprattutto “non fermiamoci solo all’aspetto tecnico o alla normale amministrazione ma diamo anche un segnale un po’ più politico alla vicenda!!!”, a quel punto non sarò certo io a criticare, al massimo resterò in silenzio ad osservare.
Amici miei, vicini e lontani: buongiorno! dal blog
http://vivi-alife.blogspot.com/Ieri sera ho avuto una lunga telefonata con un amico a proposito del Good morning di ieri mattina. Una cordiale discussione che ha riguardato, tra l’altro, il mio dire “stupido” a chi ha partecipato alla manifestazione di sabato sulla libertà di stampa. Poiché ritengo giustissime le obiezioni che mi sono state sollevate – e poiché penso che possano essere comuni ad alcuni di Voi – provo a spiegarmi meglio.
Libertà di stampa. Io appartengo a questo settore, al settore della stampa. Ci lavoro e ci vivo. Non sono iscritto su nessun “libro paga” per "come" devo dire le cose, ma mi pagano affinché commenti - liberamente, da tecnico - le novità normative. Mi è parsa assurda, dunque, quella manifestazione. E chi l'ha condivisa. Mi dispiace tuttavia che i favorevoli di Alife si siano potuti risentire di quel “stupidamente” che ho scritto ieri. Mi dispiace, ma è quello che penso realmente. E sono certo che è lo stesso che anche loro (i favorevoli) pensano di quelli che non condividono (come me) la manifestazione. Fa parte del gioco democratico e della .....libertà di stampa! Dunque, confermo quello che ho scritto con la precisazione, però – se mai ce ne fosse bisogno – che non ho voluto dare dello “stupido” a chi condivide il principio della manifestazione, ma che volveva trattarsi di una maniera un po’ colorita per qualificare (simpaticamente, non offensivamente) chi ha fatto suo l’atteggiamento del manifestare per la libertà di stampa.
Aggiungo dell’altro: penso che la libertà di stampa non è né di destra né di sinistra. Non è né del Pdl né del Pd. Non è del Toro per Alife, né di Leali per Alife, né di Vivi Alife. La libertà di stampa è di tutti i cittadini. Serva questa premessa a spiegare meglio la mia condotta: il mio pensiero – a tratti diffuso anche su questo blog per corrispondere alla fiducia di chi ha condiviso con me l’avventura elettorale e dei cittadini che alle ultime votazioni hanno messo la ics sul simbolo di Vivi Alife – sarà sempre libero, schietto, sincero (spero anche chiaro). Il mio pensiero e il mio agire non sarà mai ponderato o meditato per evitare di “far risentire” qualcuno o chi appartenga a uno schieramento partitico piuttosto che a un altro. Il tifo – dico a chi la pensa diversamente – facciamolo per le squadre di calcio; non per i partiti politici. Se una cosa è giusta bisogna avere il coraggio di applaudire e di condividere, a prescindere da chi sia stato l’autore: Pd o Pdl; Toro per Alife o Vivi Alife o Leali per Alife. Se vogliamo cambiare l’Italia, se vogliamo un Sud migliore, se desideriamo consegnare ai nostri figli un’Alife più vivibile dobbiamo rinnovare la classe dirigente nei punti in cui fa più acqua, senza stare a guardare prima il colore della tessera partitica. Il rischio, altrimenti, è quello di cambiare le persone ma non il modo di amministrare, secondo la nota proprietà commutativa. Vivi Alife – l’ho ripetuto più volte in campagna elettorale – è nato come movimento politico, ma apartitico.
A proposito di stampa, il Portavoce del Comune di Alife, oggi, sul Corriere di Caserta informa che l’Assessore alla P.I. “ha emanato l’avviso rivolto ai genitori che intendono usufruire del sostegno al diritto allo studio per l’anno scolastico che sta per iniziare” (Sì, avete letto bene: che sta per iniziare! Ma se è cominciato da un mese! Boh).
Di Mensa, invece, non si sa più nulla…..tutto messo a tacere. Vi posso anticipare che sono due le ditte che hanno risposto al bando di gara e che tra oggi e domani si deciderà il tutto, compresa la presa d’atto delle varianti dovute al capitolato di appalto. Speriamo bene!
Stamattina ho parlato di Sud: vi lascio un articolo che ho molto apprezzato. Spero lo sarà anche da Voi. Mi sento di appartenere a quelli che vogliono fare "la lotta dura, di generazioni".
Buona giornata e a domattina.
Daniele
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